Legato con una corda, chiuso in una valigia gettata in un cassonetto: il cane Binny è vivo per miracolo
Binny è stata trovata chiusa in una valigia e gettata in un cassonetto a Everett, nello Stato di Washington (Stati Uniti). Era viva per miracolo, legata con una corda e in condizioni critiche. Una femmina di cane che aveva partorito da poco ed è stata gettata via nel più crudele dei modi. Oggi sta tornando alla vita grazie al lavoro degli agenti e dello staff dell’Everett Animal Shelter.
Il ritrovamento choc dietro un edificio di Everett
Gli agenti di pattuglia sono stati chiamati il 18 novembre nell’isolato 8800 di Evergreen Way per la segnalazione di un cane abbandonato dietro un edificio. Secondo la polizia di Everett, quella chiamata al 911 ha probabilmente salvato la vita a Binny.
Gli agenti hanno trovato la cagnolina legata con una corda e completamente sigillata dentro una valigia lasciata in un cassonetto. “Quando Binny è stata trovata, aveva una corda intorno a sé” ha dichiarato l’agente CJ Hawley, Un altro ufficiale l’ha portata subito all’Everett Animal Shelter, dove il personale ha iniziato a curarla senza perdere un minuto. Leslie Wall, assistente manager del rifugio, ha spiegato le prime operazioni effettuate sulla cagnolina: “Abbiamo fatto esami del sangue, iniziato antibiotici, antidolorifici e cose del genere”.
La diagnosi: abrasioni, sangue vomitato e un recente parto
Al suo arrivo, Binny vomitava sangue e presentava abrasioni sul collo compatibili con la corda usata per legarla. Wall ha aggiunto che la cagnolina era in stato post parto. Si ritiene che abbia dato alla luce dei cuccioli due o quattro settimane prima di essere abbandonata.
Nonostante tutto, la risposta di Binny è stata sorprendente. “È una grande cagnolina perché incontra nuove persone con entusiasmo e piacere” ha spiegato Wall. Una reazione non comune, ha aggiunto, in animali che hanno vissuto traumi di questo tipo.
Le indagini: reato di crudeltà o abbandono
La polizia e i servizi per gli animali hanno aperto un’indagine penale per ricostruire cosa sia accaduto e chi abbia lasciato Binny in quelle condizioni. “Lo trattiamo con la stessa serietà di qualsiasi altro reato. Questo non finisce in fondo alla pila in nessun caso” ha dichiarato Hawley.
In un’altra intervista, l’agente ha spiegato la dinamica del recupero: “Gli agenti sono intervenuti nell’area e hanno trovato un cane legato, chiuso con la zip dentro una valigia e gettato in un cassonetto. Il cane era ancora vivo ma chiaramente in cattive condizioni”.
Hawley ha anche commentato il comportamento di chi ha abbandonato Binny: “Purtroppo, quando le persone si sentono sopraffatte dalla cura di un animale, non sempre prendono le decisioni giuste” ha detto.
La polizia chiede a chiunque sappia qualcosa del passato di Binny di contattare il numero non d’emergenza del dipartimento.
La cura al rifugio e il cammino verso l’adozione
All’Everett Animal Shelter, Binny ha trovato un ambiente sicuro dove ricevere cure, cibo, attenzioni e calore umano.
Il rifugio ha espresso pubblicamente gratitudine verso gli agenti e la comunità per il supporto che permette ad animali come Binny di ritrovare una vita serena.
Il personale spera di poterla inserire nella lista delle adozioni già dalla prossima settimana, ma la decisione spetterà al team veterinario. Binny deve ancora prendere peso e completare altri controlli.
Wall ha detto sorridendo che “È diventata una cagnolina molto energica ormai, richiede molte passeggiate”.
La visita speciale al rifugio
Nelle ultime ore è arrivato un nuovo aggiornamento dal rifugio che parla di un rapporto nato dal nulla ma che è rimasto forte: “Se avete seguito la storia di Binny, sapete che ha avuto un inizio difficile, ora è in ottime mani all’Everett Animal Shelter e migliora ogni giorno. Oggi ha ricevuto un altro visitatore speciale. L’agente Kargopoltseva è tornata a trovare Binny per la prima volta da quando l’ha salvata dal cassonetto e ha condiviso con lei una piccola gita speciale e, nonostante la pioggia, si sono divertite entrambe.
Binny oggi è viva grazie a una telefonata tempestiva, al lavoro degli agenti e a un rifugio che non lascia indietro nessuno. La sua storia resta un pugno allo stomaco, ma anche la prova concreta che l’umanità può fare la differenza, soprattutto quando tutto sembra perduto.